“Fermo Mia” il primo portale D.o.c.
di Fermo e del territorio fermano.
Nel portale “Fermo Mia” troverete tantissime peculiarità storiche della città di Fermo e di tutto il fermano, la Fermo artistica, la Fermo culturale, la Fermo storica, la Fermo nascosta, la Fermo che non si conosce.
a cura di Piero Evandri
territorio del fermano
Ambiente e tradizione a Smerillo
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Ambiente e tradizioni a Smerillo
Smerillo, nella Comunità Montana dei Sibillini, è meta di un turismo meditativo ed elitario. I suoi sentieri percorrono il bosco che lo circonda, seguono i ruscelletti che scendono tra tronchi facendosi strada nel fitto sottobosco.
Così la persona si riposa guardando i rivoli che formano cascatelle scintillanti tra farfalle di luce per una spada di sole, che penetra dalle folte chiome dei rari "carpini bianchi" o di quelli neri, o dei lecci, o dei faggi, o degli ontani, o degli aceri, o degli ornielli o dei castagni.
Il visitatore trova sorgenti, anche di acque tiepide e solfuree, che si raccolgono in polle, in "moglie", ed in veri e propri laghetti incantati. E' con stupore che si scopre che gli gnomi non dormono sull'unica foglia grande come un'ombrellone con cui termina il fusto dei "petacci" (nosmalmente alti qualche decina di centimetri e qui fino a due metri).
E viene voglia di cercare gli elfi delle fiabe scanzando le orchidee selvagge ed i "capelli di Venere", mille piccole foglie che "galleggiano" lungo steli filamentosi sospesi nell'aria a coprire l'entrata di antri e anfratti misteriosi. E' in questa "officina" di alambicchi e macchinari di una natura inconsueta ed incontaminata che lavorano tassi, volpi, donnole, scoiattoli, caprioli, gufi, civette, ghiandaie, passeri, pettirossi e merli.
E se con attenzione gli occhi si fermano sulla roccia o si alzano verso il cielo si ha la fortuna di scorgere poiane o "Smerigli", falchi non troppo grandi che hanno caratterizzato il luogo da sempre fino a dargli il nome.
Cosi Smerillo è sospeso nel tempo: un piccolo borgo dalle forme urbane semplici e pulite, in gran parte in pietra, con radici architettoniche spontanee ed antiche.
Le mura castellane, avvolte nel silenzio, diffondono profumi di paioli profumati e fumanti, di pane fragrante cotto a legna e di minestre di farro e orzo.
Il giornalaio non apre la sua edicola e la discoteca non fa schiamazzo. Le auto non disturbano la quiete. Ogni anno però Smerillo, da aprile a settembre, organizza soggiorni settimanali per scolaresche ed adulti che vogliono imparare a vivere, a conoscere ed orientarsi nella natura.
Così si impara anche a gustare prodotti genuini e biologicamente sani: il tartufo bianco e nero, le castagne, il miele, i funghi, i frutti di bosco, legumi e graminacee, soprattutto la caratteristica mela rosa, donata, nella leggenda, ai pacifici Smerillesi dalla mitica Sibilla dell'Appennino.
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